Le industria  |  2 marzo 2020 |  Tom Brown

I Costi Nascosti delle Carte Virtuali

Hidden Cost of Virtual Cards_[social]
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I tuoi costi di transazione per le carte legate alle prenotazioni dei tuoi ospiti saliranno a partire dall’entrata in vigore della PSD2 (Payment Services Directive 2)…ed ecco perché: tutto ruota intorno alle carte virtuali e a quelle “ignobili” OTA! E, detto francamente, purtroppo sembra non esserci niente che possiamo fare per fermarli... per ora...

 

Le carte virtuali sono sempre state pubblicizzate come una benevola innovazione finanziaria per le imprese del settore alberghiero e, tutto sommato, lo sono state. Quando sono arrivate dopo il 2000, hanno offerto una soluzione di pagamento per coloro che non avevano carte aziendali e hanno contribuito a ridurre le frodi, le spese di deposito e il tempo di riconciliazione delle transazioni. Le OTA le hanno trovate particolarmente utili in quanto possono essere messe a disposizione solo per il giorno di arrivo e possono essere addebitate per un importo specifico e per un solo utilizzo. Così facendo, hanno sempre contribuito a facilitare le prenotazioni e anche la nuova ondata di neo-banche continua ad entrare nel giro delle carte virtuali - Revolut ha recentemente lanciato le carte virtuali usa e getta che vengono distrutte dopo ogni transazione... progettate magari per quei momenti spudorati in cui ci si ritrova ad effettuare il fatidico click su un acquisto da un sito dal dubbio aspetto...

 

Payment screen

 

Nel 2016 e nel 2017, la ricerca di HRS ha quantificato 30.000 prenotazioni alberghiere per 12 clienti aziendali che hanno applicato programmi di carte virtuali con AirPlus o American Express. Anche se il risultato principale delle statistiche ha mostrato che l'uso di carte virtuali ha fatto scendere del 12% la tariffa media delle camere pagate dai booker aziendali, i risultati hanno anche rivelato diversi altri benefici provenienti dall’utilizzo delle carte virtuali a favore degli albergatori.

 

I viaggiatori associati a programmi di carte virtuali tendevano a prenotare hotel regionali e locali più sensibili al prezzo, portando ad un aumento delle prenotazioni in questo segmento alberghiero dal 30% al 40% a seguito della diffusione della carta virtuale. I viaggiatori associati a programmi di carte virtuali tendevano anche a prenotare i loro viaggi 11 giorni prima della partenza, laddove invece prima del lancio delle carte virtuali tendevano ad effettuare le loro prenotazioni in media 8,5 giorni prima. Anche il tasso di no-show è sceso in media del 15% dopo i primi utilizzi di queste carte. "Sapendo che il pagamento del soggiorno è già stato effettuato, i viaggiatori sembrano essere meno propensi a cancellare all'ultimo minuto", dicono le fonti. Gli albergatori ne sono stati di sicuro più che lieti...

 

Ma pur aiutando gli albergatori su così tanti fronti, c'è una verità scomoda che si cela dietro le carte virtuali e rimane nell'oscurità che ruota intorno alle commissioni di transazione più alte - più specificatamente le commissioni interbancarie (di cui parleremo più avanti) - associate all’utilizzo di queste stesse carte. Dal 2015 all'interno dell'UE, le commissioni interbancarie per normali le carte di debito e le carte di credito di consumo sono state regolamentate e limitate rispettivamente allo 0,2% e allo 0,3%. È stata sicuramente una vittoria per tutti gli albergatori all'interno dell'UE che hanno accettato questi tipi di pagamenti, ma, purtroppo, le carte virtuali non rientrano in questa regolamentazione e le commissioni interbancarie sono più alte (si pensi a più dell'1,5%...). Al di fuori dell'UE queste tariffe tendono ad essere addirittura ancor più alte - il miglior esempio sono gli Stati Uniti.

 

Le OTA preferirebbero che gli albergatori ne rimanessero all’oscuro.

 

Anche se queste commissioni sono sempre state più alte per le carte virtuali, c'è una nuova e minacciosa nuvola all'orizzonte che aumenterà drasticamente il loro utilizzo e l'impatto sugli albergatori...

 

Cosa è cambiato? C'è una nuova ed importante legge che sta per essere introdotta in tutta l'UE, ecco cosa. Al fine di rispettare l'importante legislazione finanziaria che sarebbe dovuta entrare in vigore in tutta l'UE il 14 Settembre, ad oggi prorogata di 18 mesi - romanticamente nota come PSD2 (per saperne di più qui) - le OTA stanno per fare un importante cambiamento strategico sul modo in cui effettuano i pagamenti. Anzi, in realtà, abbiamo già visto che le OTA hanno già iniziato a fare la loro mossa... e preferirebbero che gli albergatori ne rimanessero all’oscuro...



Le OTA stanno scommettendo il doppio sulle carte virtuali

La nuova legislazione PSD2 in arrivo (leggi di più qui) e la sua richiesta di un'autenticazione forte del cliente (SCA – Strong Customer Authentication) causerebbero alle OTA dei forti mal di testa.

 

Ma facciamo un passo indietro e soffermiamoci a pensare ai due modi in cui le OTA effettuano i pagamenti di prenotazione online effettuate dagli ospiti. Esse trasmettono i dati della carta di pagamento direttamente alla struttura (ad es. "HotelCollect" di Expedia) oppure no. Nel caso in cui non lo facessero ed effettuassero loro stesse il pagamento, emetterebbero una carta virtuale da inviare alla struttura (es. “Expedia Collect”).

 

Cosa significherebbe teoricamente questo, nel momento in cui entreranno in gioco l’autenticazione dei pagamenti e la PSD2? Nel primo caso, dove le OTA inviano direttamente i dati della carta dell'ospite alla struttura, significherebbe che quest’ultima riceve i dati originali della carta e si prende carico dell’autenticazione della transazione. Da qui ne scaturisce un'esperienza di pagamento alquanto caotica per l'ospite, il quale verrà sballottato da un sito web all'altro... e senza dubbio né l'ospite, né le OTA, né la struttura stessa vorrebbero arrivare a questo.

 

Nel secondo caso invece, in cui le OTA non trasmettono i dati della carta dell’ospite, significherebbe che le OTA stesse effettuerebbero il pagamento autonomamente ed autenticherebbero la transazione attraverso il proprio portale. Dal punto di vista del cliente, questo risulterebbe molto più semplice evitando quel processo di autentificazione ad effetto ping-pong da un sito web all'altro e senza inoltre correre il rischio di essere bombardato dall’apertura di finestre di pop-up di autenticazione 3D Secure.

 

3D-secure

 

Per farla breve, per ottemperare alla PSD2 crediamo che le OTA faranno particolarmente leva sull’emissione delle carte virtuali. Perché? Permette loro di soddisfare i requisiti di autenticazione della PSD2 (SCA), di offrire una migliore esperienza online ai clienti e, più cinicamente, crediamo che possano aver preso particolari accordi con le banche per poi spartirsi alcune di queste commissioni più alte...quindi non aspettatevi che stiano ancora lí a trasmettervi di buona volontà i dati sensibili delle carte dei vostri ospiti. Le OTA saranno il principale processore di pagamento e l'autenticazione del cliente avverrà proprio sul loro uscio di casa ed al momento pagamento. Ripetiamo - questo significa non trasmettere più i dati utili della carta dell’ospite alla tua struttura. Abbiamo visto in maniera evidente che le OTA hanno iniziato ad emettere molte carte virtuali già in previsione del 14 Settembre e di quella che doveva essere la data del grande cambiamento.

 

Il grafico sottostante mostra il livello di utilizzo della carta virtuale come percentuale del volume totale dei pagamenti tra migliaia di strutture che effettuano i pagamenti attraverso il nostro Mews Merchant. L’aumento dell'utilizzo delle carte virtuali è sicuramente iniziato già da un po’...

 

Virtual card usage

 

Più carte virtuali significano commissioni di transazione più elevate

Dunque che cosa implica questa mossa azzardata, ma logica, da parte delle OTA? Significa che si pagherà un importo più elevato di commissioni per ogni transazione a causa delle commissioni interbancarie più elevate che tutte le carte virtuali portano con sé.

 

Al momento, non c'è modo di evitare questa realtà. Difatti, sapendo quanto sia importante per gli albergatori tenere d’occhio quante carte virtuali vengono addebitate nella propria struttura, abbiamo recentemente aggiornato la nostra funzione di reportistica di pagamenti per aiutare i nostri albergatori a visualizzare il loro mix di carte virtuali.

 

Mews dashboard-virtual payments


Questo quanto ti costerà?

Ecco quello che sappiamo:

Ogni albergatore paga dei costi di transazione per ogni pagamento effettuato. In caso non l'avessi notato, a tal proposito vi sono differenze molto evidenti all’interno dei tuoi estratti conto. In particolare, la stragrande maggioranza delle aziende alberghiere paga su un Interchange++ Pricing Model, compresi gli utenti di Mews.

 

Ciò significa che i tuoi effettivi costi di transazione non sono determinati in realtà da un unico costo di commissione, ma da un mix di tre diverse tassazioni: 1) Commissioni di sistema (scheme fees) 2) Commissioni di interscambio (interchange fees) 3) Commissioni di servizio del Merchant (Merchant Service Charge). Le Scheme Fees sono le commissioni che Visa e MasterCard addebitano per l'utilizzo della loro rete e sono stabilite in base al tipo di transazione e alle regioni e nessuno di noi comuni mortali ha molta voce in capitolo nel cambiarle. In genere sono molto più basse (ad esempio, vanno dallo 0,1% allo 0,65%) rispetto alle altre commissioni, per cui le fluttuazioni non hanno lo stesso impatto sulla linea di fondo.

 

Le commissioni di servizio del Merchant, supponendo che tu sia un utente Mews e che effettuassi i pagamenti attraverso il nostro Merchant (ovvero la nostra soluzione di pagamento integrata), rappresentano la tariffa (cioè non è un rincaro!) che noi a Mews applichiamo sulle transazioni di pagamento per l’utilizzo di tutti i servizi del tuo Merchant. Nel caso utilizzassi un'altra soluzione di pagamento, quest’ultima addebiterà una commissione che hai accordato in precedenza e che non subirà fluttuazioni.

 

Le commissioni che paghi potrebbero balzare del 153%...

 

Quindi 1) e 3) - la Scheme fee ed il Merchant Service Charge - non saranno soggetti a fluttuazioni o cambiamenti improvvisi. Quasi TUTTE le variazioni delle commissioni di transazione che pagherete verranno da 2) - le Interchange fees ovvero le Commissioni di Interscambio. E sono proprio queste commissioni che gli albergatori ed i loro dipartimenti di contabilità dovrebbero comprendere ed analizzare nel migliore dei modi. Ci sarebbe anche da dare un’occhiata in dettaglio agli accordi nefasti che le OTA prendono con le banche e che hanno un forte impatto proprio sugli albergatori... ma questo tema lo conserviamo per un altro articolo.

 

Dicevamo, dunque, che è tutta una questione di commissioni di interscambio e sappiamo che una normale prenotazione online da parte di un ospite con carta di credito comporta attualmente una commissione interbancaria dello 0,3% (o 0,2% per le carte di debito), la quale è regolata e stabilita dalle autorità dell'UE. Sappiamo anche che le carte virtuali hanno una commissione molto più alta dell'1,65% per carte Visa o MasterCard. Ergo, se tutte le tue prenotazioni provenissero dai paesi dell'UE, questo rappresenterebbe più o meno (le tariffe delle carte sono un po' più dettagliate...) il mix delle tue commissioni interbancarie. I pagamenti effettuati invece al di fuori dell'UE, farebbero aumentare queste commissioni, poiché i tassi d'interscambio tendono ad essere molto più alti e non seguono la regolamentazione vigente all'interno dell'UE. Adesso, per fare un esempio matematico, supponiamo che tutti i tuoi pagamenti provengano da uno dei paesi dell'UE.

 

Questo è un esempio di tabella tariffaria (che a volte potrebbe quasi confondere e che probabilmente avrai visto più volte) nella quale abbiamo messo in evidenza ciò su cui dovresti concentrarti:

Visa rate sheet

Ora immagiamo un caso più rudimentale: il Motel di Ed ha 100 camere e costa €100 a camera per notte. Tutte le camere vengono prenotate direttamente da possessori di carta di credito Europea, quindi il 100% dei pagamenti viene caratterizzato dal tasso di cambio applicabile dello 0,3%.

 

100 x €100 = €10,000

€10,000 x 0.3% = €30

 

Questo significa che si pagherebbero €30.00 di tasse di interscambio.

 

Ora immaginiamo che sempre lo stesso Motel ottiene lo stesso numero di prenotazioni alla stessa tariffa ma che queste prenotazioni vengano pagate con carte virtuali al tasso di interscambio applicabile dell'1,65%.

€10,000 x 1.65% = €165

 

Ciò significa che pagheresti 165 € di commissioni di interscambio a parità di volume d'affari semplicemente per prendere carte virtuali.

Si tratta di un totale 5.5 volte più alto! Immaginate quale potrebbe essere lo scenario se anche tutte le vostre prenotazioni dirette venissero improvvisamente pagate con delle carte virtuali! Ciò vorrebbe dire che quella linea, già di per sé importante, relativa alle "spese di transazione" dei vostri conti diventerebbe 5.5 volte più grande!

 

Ora rendiamo le cose un po’ più complesse (e più realistiche). Metà del business di questo Motel proviene dalle OTA e metà da prenotazioni dirette. Questo significa che adesso ci si trova di fronte ad un mix di commissioni di interscambio che dipendono dal tipo di pagamento che viene effettuato. Possiamo supporre che il 50% del business diretto venga addebitato con una commissione di interscambio dello 0,3%. Ma per quanto riguarda le prenotazioni provenienti dalle OTA la questione si complica in quanto una metà di queste vengono effettuate con carte virtuali e per l'altra metà i dettagli delle carte degli ospiti vengono inviati direttamente alla struttura.

 

€5,000 x 0.3 = €15

 

€2,500 x 0.3 = €7.5

 

€2,500 x 1.65 = €41.25

 

Quindi le commissioni di interscambio attualmente pagate sono la somma di quanto detto sopra, ovvero di €63,75.

 

Adesso, ecco l'inghippo! Immagina se le OTA decidessero di utilizzare solo carte virtuali... quello che ne risulterebbe è quanto segue:

 

€5,000 x 0.3 = €15

 

€5,000 x 1.65 = €82.5

 

Dunque il totale delle commissioni di interscambio che si pagherebbero balzerebbe fino all’importo di €97,5. Si tratta di un aumento di ben il 153% in commissioni...

 

Adesso potete giocherellare con i numeri quanto volete per applicare il tutto alla vostra reale situazione, ma una cosa è certa: se avete una buona fetta di business preveniente dalle OTA, E una gran parte di questo business proviene da individui dell'UE (con carte emesse dall'UE), allora le commissioni che andrai a pagare andranno a subire dei rincari importanti, visto che le “grandi e cattive” OTA cominceranno a distribuire più carte virtuali.

 

Caveat emptor...

 

Chi ne subirà di più l’impatto?

Questi cambiamenti avranno il massimo impatto sulle proprietà dell’UE che ricevono una clientela prevalentemente europea e che paga online con carte emesse all’interno dell'UE stessa. Dopo tutto, la PSD2 è una legislazione che costituisce una direttiva EUROPEA...

 

I tassi d'interscambio delle carte emesse al di fuori dell'UE non sono così regolamentati o controllati, dunque è improbabile che le commissioni che si pagano per quest’ultime cambino di molto, essendo già più elevate. Dunque è probabile che se, per ipotesi, tutte le vostre prenotazioni dovessero provenire da carte emesse da paesi non appartenenti all'UE, le commissioni di transazione da pagare cambieranno davvero di poco.

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Autore:

Tom Brown
2 marzo 2020